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Omicidio Manciocco: "Eraldo Marchetti non ha ucciso la moglie davanti ai bambini"

Dalla lettura delle memorie difensive degli avvocati della difesa emerge una figura di un uomo in un forte stato depressivo che avrebbe agito senza premeditazione

La notizia della riduzione della pena detentiva da 27 a 22 anni per l’omicida di Segni riportata da frosinonetoday.it nei giorni scorsi ha provocato molte reazioni tra gli abitanti della cittadina dei Monti Lepini. Per capire su quali basi i giudici della Corte Appello di Roma, in attesa della pubblicazione della sentenza, abbiano fondato i loro ragionamenti è utile riportare le memorie difensive presentate dagli avvocati del maresciallo dell’aeronautica militare Avv. Saveria Mobrici e Patrizia Valeri.

I bambini

“I bambini – secondo una verità che gli avvocati della difesa definiscono a FrosinoneToday ormai acquisita - non erano presenti all'atto offensivo, non vi sono prove ma indizi confusi, alcuni buttati nelle deposizioni…ad arte ma anche quei racconti suggestivi sono stati smontati dalla difesa e non si può parlare nemmeno di indizi in quanto questi devono possedere specifici requisiti che hanno il compito di prevenire il rischio di "falsificazioni" e devono essere gravi, precisi e concordanti. I bambini si erano presenti perché ancora dormivano all'ultimo piano dell'abitazione tanto è vero che non avevano ancora fatto colazione come dimostrano i biberon puliti nelle lavastoviglie”.

Il pentimento

Un altro passo importante è quello in cui si parla del pentimento dello stesso Marchetti che emerso in fase dibattimentale, già nella prima fase del processo, ed in più occasioni ha chiesto “perdono ai figli, ai nonni ed ai parenti tutti” e della mancata premeditazione del gesto che ha portato all’uccisione della. Donna: “Tutti i consulenti.concordano nel dire che il Marchetti è persona mite priva di indole malvagia che quando parla della moglie ha commozione e sentimento di affetto. Si ribadisce che la condotta crudele richiesta per la sussistenza dell’aggravante deve cagionare un male aggiuntivo che, come espresso, eccede alla "normalità causale" e mostri l'efferatezza che costituisce il nucleo dell'aggravante in considerazione del carattere sadico deliberato e studiato allo scopo di ingiungere patimenti umilianti e dolorosi, che nel caso specifico è totalmente assente. Dall'istruttoria dibattimentale si è potuto riscontrare la totale assenza dei requisiti per il riconoscimento di tale aggravante, pur essendo i testi stati sollecitati dalla pubblica accusa”.  

Il forte stato depressivo e il tentativo di suicidio

Il quadro che emerge è quello di una persona in preda ad un forte stato depressivo che andava avanti da molti mesi prima del tragico 6 marzo 2014, il giorno in cui Eraldo Marchetti uccise a colpi di martello in testa la moglie Maria Manciocco, insegnante nella scuola del vicino comune di Gorga. "Il Marchetti – si legge appunto nelle memorie degli avvocati - presentava un restringimento della capacità mentale già da giorni, in aggravamento a causa della condizione di angoscia depressiva maggiore. Nei giorni precedenti al 16 marzo aveva manifestato espressione di atti di autolesionismo con un tentativo di suicidio nella parte alta del paese a Porta Saracena dov'è un muraglione posto su una scarpata….”

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