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Rifiuti, la Regione vara il piano. A Colleferro un nuovo impianto da 500 mila

Dal 2021 sarà in funzione il nuovo impianto colleferrino che tratterà 500 mila tonnellate all’anno di fos e scarti da materiale di recupero dei Tmb

Roma Capitale dovrà trovarsi una discarica nel suo territorio. È quanto emerge dalle linee guida del Piano regionale rifiuti, presentate dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e dall'assessore regionale, Massimiliano Valeriani, che istituiscono il sub Ato di Roma, determinando quindi l'obbligo per la Capitale di trovare dentro i suoi confini i siti dove localizzare gli impianti di trattamento e smaltimento per chiudere il ciclo di gestione dei rifiuti indifferenziati. Con i nuovi Ato, come riporta romatoday.it, ci sarà anche la realizzazione dell'innovativo presidio industriale di Colleferro, che "sarà in funzione dal 2021. L'impianto tratterà 500mila tonnellate all'anno di fos e scarti per il recupero delle materie dai TMB”

Le dichiarazioni di Zingaretti

"Se Roma giungerà a livelli di differenziata e gestione dei rifiuti tali per cui la discarica non sarà necessaria sarò contento di essermi sbagliato - ha detto Zingaretti - ma ai ritmi attuali, e considerando che ogni 20 giorni devo trovare un presidente di Regione che si prende i rifiuti, ho il dovere di indicare la soluzione più congrua e cioè che una città con tre milioni di abitanti abbia un sito dove conferire".

L'assessore Valeriani ha evidenziato che "Roma, per essere in equilibrio con la gestione dei rifiuti, deve individuare gli impianti di smaltimento. Per quanto riguarda la loro localizzazione, questa seguirà ciò che prevede la norma di riferimento e nel documento sono allegate le pianificazioni delle province e della Città metropolitana".

Le aree idonee nella mappa della Città metropolitana

"Pensiamo che bisognerebbe individuare con grande responsabilità un sito. Se si dimostrerà poi che abbiamo sbagliato, ma non lo crediamo, e che non c'è ne sarà bisogno nè prenderemo atto con immensa felicità: non vogliamo imporre nulla a nessuno" ha detto ancora Zingaretti spiegando i motivi per cui Roma deve individuare un sito per la discarica. "Rispetto agli indici di crescita della differenziata abbiamo qualche dubbio. Non dobbiamo tanto ricrederci noi ma i cittadini che vedono montagne di rifiuti e non capiscono il perchè - ha concluso - ma stanno lì anche perchè portare tonnellate di rifiuti ogni giorno in Emila Romagna, Toscana, Abruzzo, richiede tempo, tantissimi soldi, e il ciclo si affanna".

Poi, oltre il casus belli romano, ci sono gli obiettivi regionali: "Entro il 2025 raccolta differenziata al 70 per cento - ha dichiarato Zingaretti - oggi lanciamo la nostra sfida. Penso sia un obiettivo credibile perché in questi anni abbiamo avuto un incremento straordinario". E ancora lo sviluppo dell'economia circolare, il riequilibrio territoriale del fabbisogno impiantistico in ogni Ato provinciale, accanto alla realizzazione dell'innovativo presidio industriale di Colleferro, che "sarà in funzione dal 2021". "L'impianto tratterà 500mila tonnellate all'anno di fos e scarti per il recupero delle materie prime seconde - ha spiegato - sarà la svolta dei prossimi anni e nel piano chiederemo a tutti gli impianti di tm (trattamento meccanico, ndr) e tmb (trattamento meccanico biologico, ndr) di trasferire qui le lavorazioni successive".

Ed ha ancora ricordato il presidente Zingaretti: "Noi siamo partiti, sei anni fa, dal 22%. Oggi siamo al 45%. Grazie ai cittadini di tanti comuni, ai sindaci, alla Regione che ha messo molti milioni abbiamo già raggiunto un bellissimo risultato. Nei prossimi mesi la Regione Lazio investirà ulteriori risorse per sostenere i comuni nell'applicazione della Tarip nella creazione di isole ecologiche e di centri di compostaggio. Saranno, inoltre, promosse agevolazioni per imprese e comuni che riducono la produzione di rifiuti. Verrà poi favorita la realizzazione di centri per il riuso oltre ad una serie di misure e di iniziative per tutte le tipologie di rifiuti".

Dal comune di Colleferro

"Abbiamo appreso dalle agenzie di stampa che la Regione Lazio fa passi avanti nella definizione dell’assetto della gestione rifiuti, sia come filosofia di gestione che come programmazione. - commentano in una nota il sindaco Sanna e l'assessore all'Ambiente, Calamita. "Ciò è interesse di tutti i cittadini del Lazio, che, come quelli di tutto il mondo, producono rifiuti che vanno ridotti, recuperati e quindi riciclati nel modo corretto, che per noi è e rimane quello del recupero di materia, tagliando fuori dal ciclo discariche ed inceneritori. Per questo ci siamo battuti da sempre e continueremo a farlo finché ogni territorio si assuma le proprie responsabilità con pari dignità per tutti.

Gli obiettivi di raccolta differenziata annunciati sono encomiabili e speriamo vengano anche anticipati nei tempi, soprattutto nelle città che ancora non la fanno, tipo Roma. Sulla programmazione impiantistica condividiamo la filosofia generale. Il Lazio, una delle più importanti Regioni d’Italia, deve riabilitare il suo nome quando si parla di gestione dei rifiuti, dovrà farlo innovando e diventando esempio globale.

Per ottenere questi risultati ambiziosi una parte della storia passa per Colleferro. L’opposizione agli inceneritori ed alla discarica ha messo in discussione uno storico modello, sbagliato ma purtroppo consolidato. Aver convinto tutta la politica ad individuare una data certa per la chiusura della discarica, il 31/12/2019, ed a riconvertire gli inceneritori ci ha permesso di portare sui tavoli delle discussioni la sfida di individuare alternative. La Regione oggi parla di impianti di recupero di materia, questi verranno progettati pensando a tutte le particolarità del processo, a partire dalla ovvia gestione che va fatta degli odori fino ad arrivare alla creazione di indotti del recupero di materia, riciclare e non seppellire e bruciare.

Occorre però precisare che ogni idea ha bisogno di essere condivisa, compresa dalla popolazione e metabolizzata. Siamo sicuri che gli errori del passato hanno insegnato a tutti una dura lezione e non verranno replicati. È vero che oggi si pianifica diversamente, con ben altre sensibilità, ma allo stesso modo si deve condividere dal basso un pensiero, un’idea, una visione di sviluppo.

In particolare deve essere chiaro il concetto che occorre ragionare per territori in base alle loro affinità sociali ed ambientali. Sulla base di questo, occorre sostenere il concetto per il quale gli ambiti territoriali ottimali, ATO, devono essere definiti distinguendo Roma da tutto il resto della provincia.

Roma Capitale deve provvedere per sé a collocare il suo fabbisogno impiantistico e di discarica nell’ambito dei suoi confini comunali.

Vogliamo, inoltre, che venga aperto un tavolo urgente nel quale Regione e Lazio Ambiente illustrino la loro idea di riconversione degli inceneritori di Colle Sughero, senza decisioni romane calate dall’alto, senza risolvere i problemi dei rifiuti di Roma, costruendo un confronto territoriale con Sindaci, associazioni e sindacati, dimenticando (se non per la bonifica) il sito di Colle Sughero, che va solo bonificato e messo in sicurezza".

Per ulteriori approfondimenti romatoday.it

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