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Monti Lepini, una tappa del IV trekking intitolata a Daniele Nardi 

Il 18 maggio si è tenuta una breve cerimonia all’inizio del sentiero, con l’intervento del Presidente del Gruppo Regionale CAI del Lazio Amedeo Parente e la partecipazione della famiglia dell'alpinista morto sul Nanga Parbat

Il 18 maggio su iniziativa della XVIII Comunità Montana dei monti Lepini e delle sezioni CAI di Colleferro e Latina è iniziato il IV trekking dei Monti Lepini. Quest’anno è stato deciso di dedicare la prima tappa all’alpinista Daniele Nardi, recentemente scomparso insieme al compagno Tom Ballard sul Nanga Parbat.

Daniele era nato a Sezze (LT), paese posto sulle pendici ovest della catena dei Lepini. Era un personaggio molto noto nella zona e la sua tragica scomparsa ha destato notevole commozione. Appassionato di montagna fin da ragazzo, è stato autore di numerose imprese alpinistiche, tra cui la scalata di diverse cime sopra gli ottomila metri, la conquista di vette inviolate, l’apertura di nuove vie di arrampicata. Socio CAI dal 1994, è stato premiato nel 2012 dal CAI e dal CAAI con il Premio Paolo Consiglio per la via aperta nel settembre 2011 tra il Bhagirathi III ed il Bhagirathi IV,nel Garhwal, Himalaya indiano. 
La sua attività non si è limitata alle imprese alpinistiche essendo stato, tra le altre cose, a capo del progetto Mountain Freedom, associazione con l'obiettivo di divulgare la cultura della montagna, ed essendosi occupato inoltre di progetti di solidarietà  in Nepal e Pakistan, portando la bandiera per i diritti umani sulle vette che scalava. Sezze si trova a pochi chilometri dalla vetta più alta dei Lepini, il monte Semprevisa. Dalle prossimità della cittadina di Bassiano inizia uno dei sentieri più utilizzati dagli escursionisti per la salita alla sua cima (il sentiero CAI 710 dei Lepini)  e Daniele era solito utilizzarlo nelle sessioni di allenamento: i 900 metri di dislivello ed i 6 km di lunghezza del sentiero venivano da lui percorsi in meno di un’ora. 
Questo fatto ha suggerito una iniziativa per commemorarne e tenerne viva la memoria e la decisione più naturale è parsa quella di intitolare a Daniele Nardi il sentiero che aveva percorso innumerevoli volte.

"Il 18 maggio, nonostante un tempo inclemente - spiega il CAI Lazio in una nota - si è tenuta una breve cerimonia all’inizio del sentiero, con l’intervento del Presidente del Gruppo Regionale CAI del LazioAmedeo Parente e la partecipazione della famiglia di Daniele. Dopo un intervento di Parente e di Don Augusto Fagnani è stata consegnata alla famiglia una spilla con lo stemma del CAI che è stata appuntata al figlioletto di 8 mesi ed è stata scoperta una targa con la intitolazione del sentiero all’alpinista scomparso.  I presenti hanno percorso parte del sentiero fino ad un rifugio posto a quota 1040 m dove è stata celebrata una messa di suffragio".

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