Valle Del SaccoToday

Montelanico, ancora non si fa luce sul destino dei 5 lavoratori di Lazio Ambiente

Le sigle sindacali tornano all'attacco e promettono di alzare il tono della protesta se non si otterranno risposte

Sembrava si stesse smuovendo qualcosa eppure tutto è tornato a tacere nel giro di poco. Stiamo parlando dei lavoratori della società Lazio Ambiente, avvisati del loro licenziamento il sabato prima di Capodanno, davvero un bel modo per concludere il 2017. A cercare di dare uno scossone ad una situazione divenuta stagnante sono le sigle sindacali CGIL, CISL, UILtrasporti e Fiadel che in una nota scrivono: "Nessuna notizia dai comuni che hanno dichiarato di voler mettere in piedi un consorzio pubblico, neanche dopo il triste attacco del sindaco di Montelanico all’iniziativa".

Sindaco e maggioranza continuano per la loro strada

Il sindaco Allocca, ricordiamo, aveva difeso la scelta fatta dalla sua amministrazione, ovvero il passaggio al nuovo gestore del sistema di raccolta dei rifiuti. Una scelta che rientrava nel programma elettorale e che quindi, secondo i consiglieri di Maggioranza di Montelanico, rientrava nel "pacchetto" votato dai cittadini. Sempre la Maggioranza aveva chiarito che si è mossa a tutela dei lavoratori dando indicazioni affinché nel capitolato di gara venisse inserita la clausola sociale a tutela dei lavoratori.

Nessun tavolo di confronto

Ma di fatto pare che non sia stata rispettata tutta la procedura così come precisato dall'opposizione consiliare di Per Montelanico e dai rappresentanti dei sindacati che parlano di: "nessuna notizia dall’azienda subentrante che non ha convocato alcun tavolo di confronto obbligatorio per legge, per contratto e per disciplina della gara di appalto aggiudicata, e sulla quale non risulta ancora prodotto alcun atto da parte della dirigenza comunale, che pure dovrebbe vigilare e sanzionare i comportamenti irregolari".

Nemmeno la Regione ha dato segni di vita

Quindi che ne sarà dei cinque lavoratori dipendenti di Lazio Ambiente del comune di Montelanico? Finora non è stato dato nessun chiaro segnale su quale sorte li attende. Addirittura si ipotizza che 3 di loro verranno assunti dalla nuova società appaltatrice mentre i restanti 2 potrebbero continuare a lavorare per Lazio Ambiente ma in un altro comune che continua ad avere la società regionale come gestore del servizio. Nulla si è saputo nemmeno dalla Regione Lazio, proprietaria dell’azienda che, continuano a sostenere nella nota, "si era impegnata ai tavoli a non operare licenziamenti e che invece viene smentita dai propri dirigenti, ormai in maniera sistematica, senza che si produca un solo atto concreto di coerenza e di rispetto degli impegni presi, anche nelle leggi votate dal Consiglio Regionale".

Richiesta la revoca dei licenziamenti

Pertanto i sindacati chiedono "l'immediata convocazione delle parti da parte della Regione, la convocazione di un incontro con tutti i sindaci interessati alla costituzione di un soggetto pubblico che governi una utility pubblica così importante e delicata, chiediamo anche l’immediata revoca di tutti i licenziamenti intimati, insieme alla necessaria chiarezza sul rapporto (divergenze o gioco tra le parti?) fra proprietà e dirigenza della Lazio Ambiente visto che, ancora una volta, la prima si esprime in un modo mentre la seconda agisce in un altro".

Sindacati pronti a dare battaglia

Insomma, tutto resta nell'oblio e le sigle sindacali si sono dette pronte a alzare i toni della protesta: "fino alla individuazione di iniziative pubbliche per denunciare lo scempio che sta avvenendo in questi giorni, portando all’attenzione dell’opinione pubblica di lavoratori minacciati costantemente di perdere il lavoro, con stipendi pagati a singhiozzo e senza che si vedano iniziative delle istituzioni per difendere la legalità e sanzionare comportamenti irregolari, purtroppo anche di enti pubblici, dichiarando burocraticamente ai tavoli che non si può limitare l’autonomia istituzionale di enti anche quando l’etica politica suggerisce ben altro coraggio". 

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