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Labico, dopo oltre un mese resta ancora un mistero la morte del giovane Valerio. Duro sfogo dei familiari sui social

Sono passati quasi 40 giorni da quella tragica notte. In paese si parla di una caduta accidentale ma il fratello rilancia la tesi che qualcuno conosce la verità

A distanza di quasi 40 giorni da quella tragica notte che ha scosso l’intera comunità di Labico, torna alla ribalta delle cronache la morte del giovane Valerio Frijia (a dx nella foto in alto insieme al padre). Si è sempre in attesa degli esiti dell’esame del Dna per avere la certezza inconfutabile che i resti del corpo trovati sotto al treno la notte tra il 12 ed il 13 gennaio scorso siano quelli del giovane labicano, ma da giorni in paese sta prendendo piede l’ipotesi che il giovane potrebbe essere caduto da una scarpata subito sotto il centro storico, in una zona chiamata i Cerchi, e da li sia finito proprio sui binari. Noi ci siamo recati sul posto e lo abbiamo fotografato (gallery in basso) e ci siamo resi conto che se Valerio fosse caduto dal quel posto molto probabilmente sarebbe andato a finire sui binari in direzione nord, mentre il corpo (se fosse confermato essere il suo) è stato trovato sotto al treno che procedeva in direzione sud e quindi verso Valmontone.   

Lo sfogo del fratello

Chi invece non crede minimamente alla caduta accidentale sono i familiari di Valerio. Il fratello Emanuele su un lungo post su facebook difende la reputazione sua e della sua famiglia e smentisce tutti coloro che pensano che si un “poco di buono” ed uno spacciatore e soprattutto parla di qualcuno che potrebbe sapere come è morto Valerio ed il perché di questa tragica fine.

Il messaggio sui social

 “Siccome sono venuto a sapere – scrive Emanuele Frijia - che per Labico girano delle calunnie e delle voci di paese riguardanti me e la mia famiglia sono costretto di nuovo ad usare questo social network per fare un pò di chiarezza riguardo la morte di mio fratello. 1) sembra ridicolo anche scriverlo ma non ho mai avuto problemi di tossicodipendenza. 2) non sono mai stato arrestato e non sono mai stato agli arresti domiciliari. Il vecchio post in cui A. M. mi aveva taggato dicendo che ero stato arrestato era un semplice scherzo tra amici. Siete veramente stupidi per credere ad una cosa del genere. 3) mio padre non ha mai spacciato. Siete ancora più ridicoli dicendo queste cose dato che mio padre penso sia la persona più onesta d'Italia. anzi è anche un gran lavoratore dato che è un funzionario dell'università la sapienza. 4) la mia fedina penale è pulitissima.  Non ho mai avuto problemi con la giustizia. anche se sono stato fermato ben 6 volte dai carabinieri di Labico proprio davanti il posto in cui mio fratello è stato ucciso mi hanno sempre lasciato andare, dato che non ho mai commesso nessun reato e avevo sempre tutti i documenti ben in regola.

“Basta con le malelingue”

Prima di parlare della mia famiglia sciacquatevi la bocca. mi sono veramente stufato di queste malelingue che mettono in giro voci false e tendenziose. se avete qualcosa da chiedere e da dire invece di sparare cazzate contattate il sottoscritto. tutte queste voci sono state appositamente messe su per coprire tutto il marcio che c'è dietro la misteriosa morte di Valerio, e per coprire qualcuno che quella sera lo ha volutamente fatto andare in quel macabro posto. Ricordatevi che ci sono le indagini in corso e che presto tutte queste persone che vogliono nascondere tutti quei fatti accaduti nella notte fra il 12 e il 13 gennaio verranno smascherate. Le tante persone in malafede che ci sono in questo paese venissero a citofonare presso la mia abitazione e parlassero con me o con mio padre così voglio vedere se hanno ancora il coraggio di dire certe stupidaggini. Ringrazio comunque anche le tante persone di Labico che mi hanno contattato e che anche con un semplice messaggio stanno dimostrando la loro vicinanza. probabilmente qualcuno in questo paese è in buona fede.

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Le notti piene di incubi

Anche il papà Alessandro, dipendente dell’università la Sapienza di Roma, è rimasto sconvolto dalle voci che girano in paese sul loro conto e parla di rimorsi e di incubi con i quali è, orami, costretto a convivere quotidianamente. “Se fossi stato davvero un "delinquente" – scrive sempre sui social Alessandro Frijia -  probabilmente mio figlio sarebbe stato ancora vivo. Mi chiedo: come farete a trascorrere il resto della vostra vita con un rimorso simile? Probabilmente anche per voi le notti della vostra vita saranno come lo sono adesso per me: piene di incubi. Ma non vi fate schifo? Mi rivolgo soprattutto alle vostre famiglie che stanno infangando la mia”.

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