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Labico, dopo 17 mesi ancora troppi i dubbi sulla morte di Valerio Frijia. Mobilitazioni sui social ed in piazza

Dure le parole del fratello Emanuele: “Le istituzioni e le autorità competenti ci hanno completamente abbandonato, non cercate di mettere il bavaglio anche a questa innocua campagna perché allora significa che siete in malafede”.

A distanza di oltre un anno e mezzo dalla tragica notte del 13 gennaio 2018 sono molto i cittadini, gli amici e soprattutto i familiari che non si danno pace e che vogliono che si faccia luce su una delle tragedie più grandi che hanno sconvolto la cittadina di Labico, paese a sud di Roma di oltre 6 mila abitanti.

In quella tragica notte il giovane Valerio Frijia a soli 15 anni è morto dilaniato da un treno di passaggio in direzione sud. Una morte atroce che a distanza di 17 mesi ha lasciato ancora troppi dubbi e perplessità e sulla quale per cercare di fare chiarezza e magari di smuovere le coscienze in questi giorni di fine agosto c’è stata una sorta di mobilitazione generale. E’ stato affisso un manifesto (foto in pagina) su via Casilina durante i giorni delle feste per il compatrono San Rocco (il momento di massimo afflusso di visitatori e turisti nella città) ed è nata una pagina social su facebook dal nome molto eloquente: Verità e giustizia per Valerio, nella quale vengono raccontate con tutti i particolari i momenti dell’uscita di casa, della scomparsa, dellla diffusizone della tragica notizia e del ritrovamento dei resti del corpo e del cranio sui binari.

Il racconto della tragedia

Centinaia di commenti sui social

In questa pagina i primi due racconti hanno raccolto in pochi giorni centinaia di commenti di persone che chiedono che si faccia luce su questa vicenda che ha lasciato un vuoto nella comunità. Il padre nei giorni scorsi è tornato ospite nella trasmissione Rai “Chi l’ha visto” e ha ripetuto l’appello: “chi sa parli. È impossibile che nessuno dei ragazzi che erano presenti quella non sappia cosi sia successo e come sia potuto cadere sui binari”.

Striscione Valerio-2

Le parole del Fratello Emanuele

“Allora vorrei precisare un po' di cose. Abbiamo iniziato – scrive Emanuele Frjia su Facebook - da quasi due settimane una campagna di sensibilizzazione sui social per rispolverare la tragica morte di Valerio che era stata completamente dimenticata da tutti. Molti di voi si sono chiesti, a cosa serve fare una campagna sui social? Serve a ricordare a tutti quanti quello che è successo un anno e 7 mesi fa, dato che si pensa sempre alle festicciole di paese e non si parla mai di uno dei fatti più drammatici che sia successo nel nostro piccolo paese di 6500 abitanti, e non lo dico solo perché sono il fratello, ma perché almeno negli ultimi 20 anni non ricordo a Labico un evento di cronaca nera così complesso. E allora vi chiederete sicuramente, a cosa serve ricordare? Serve perché la morte di Valerio è ancora avvolta nel mistero, quindi più se ne parla maggiore è la probabilità che anche un piccolo dettaglio riguardante quella maledetta sera esca fuori.

Le diverse personalità

Ho notato tristemente diverse personalità in queste settimane. Quelli che attaccano le persone che mi stanno aiutando (SENZA INTERESSI SECONDARI) in questa triste "battaglia" con post ridicoli mettendo in mezzo fatti che non c'entrano nulla, perché lo fate? Perché vi da fastidio? Poi ci sono i finti tonti, cioè quelli che dicono che di queste cose si deve occupare la magistratura. Ma quale magistratura? Ma perché secondo voi in Italia esiste la giustizia? Non parlo da sprovveduto, so benissimo quello che scrivo. Infine ci sono persone che dicono che la vicenda non gli interessa, apprezzo la sincerità e potete benissimo bloccare me e tutti gli altri che pubblicano qualcosa riguardante Valerio, non ci offendiamo mica. Tengo a precisare che questa campagna non ha nulla a che fare con la politica.

La politca fuori di tutto. Le istituzioni ci hanno completamente abbandonato

Non conosco nemmeno i nomi dei rappresentanti del consiglio comunale, non seguo la politica di Labico, anzi me ne frega ben poco. Ben vengano i commenti sinceri, prego cortesemente di non attaccare le persone che mi stanno aiutando quando si parla di questa storia, poi se avete problemi fra di voi per altri motivi risolveteli in privato. Ultima cosa, non ho mai detto che tutto Labico è omertoso, ma sicuramente non potete dire che l'omertà non c'entra nulla dato che (ripeto) Labico è un paese di 6500 abitanti molti sanno e nessuno parla. Le istituzioni e le autorità competenti ci hanno completamente abbandonato, non cercate di mettere il bavaglio anche a questa innocua campagna perché allora significa che siete in malafede. Se qualcuno di voi ha problemi contattate il sottoscritto, mi prendo tutte le responsabilità di quello che sta succedendo. Vi auguro una buona serata”.

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