Valle Del SaccoToday

Labico, dai social alla piazza fino alle denunce la morte di Valerio scuote la cittadina

A distanza di oltre 18 mesi la macchina giudiziaria si è rimessa in modo dopo  il respingimento dell’archiviazione e dopo il clamore mediatico di questi ultimi tempi

A distanza di oltre 18 mesi dalla tragica morte del giovane Valerio Frijia sotto ad un treno in una fredda notte d’inverno nel piccolo paese di Labico nella periferia sud di Roma, su questa vicenda come vi avevamo accenato qualche giorno fa, si è creata una strana situazione che sta provocando reazioni a catena che dai social sono arrivate nelle piazze ed in caserma dai carabinieri.

Una smossa alle indagini

In pratica da circa un mese per aiutare i familiari nella ricerca della verità su questa assurda morte sulla quale ancora ci sono troppi dubbi sono state create della pagine facebook in cui i familiari stanno raccontando, in più capitoli, quello che è a loro conoscenza sugli ultimi istanti di vita di Valerio. Un racconto forte e ricco di particolari che sta scutendo le coscienze di molti e che ha riportato l’attenzione su questa vicenda che nel febbraio scorso ha visto i giudici respingere la richiesta di archiviazione del procedimento in corso e che, soprattutto, sembrebbe che abbia dato un’accelerata agli inquirenti del tribunale di Velletri che proprio in questi giorni hanno ripreso in mano il fascicolo e nelle prossime settimane dovrebbero riprendere gli interrogatori.

La denuncia in caserma

Tornando al concetto delle reazioni che si sono sviluppate in queste ultime settimane dopo una serie di post e foto messe in rete sin dai giorni successivi alla tragedia una famiglia di Labico che si è sentita presa di mira in particolar modo ha deciso di tutelarsi andando dai carabinieri della locale stazione per sporgere denuncia per diffamazione a mezzo stampa. Dopo il nostro articolo della settimana scorsa i componenti di questa famiglia ci hanno contattato e ci hanno spiegato perché hanno deciso di andare dai carabinieri e perché sono pronti a tendere una mano ai familiari di Valerio.

“In questi ultimi tempi la situazione si era fatta veramente troppo pesante per noi. Dopo la pubblicazione di una foto in rete – ci dicono i componenti di questa famiglia con in mano la copia della denuncia depositata dai carabinieri – ci sono arrivate una valanga di offese e di minacce. Noi siamo una famiglia che da oltre 20 anni siamo qui a Labico, paese che abbiamo scelto per vivere dopo essere andati via dall’Europa dell’Est. Siamo dei lavoratori onesti e ci siamo messi a servizio sempre della comunità. Ora questa situazione ci fa star male veramente. Anche noi siamo per la ricerca della verità sulla morte del giovane Valerio e quello che è successo in piazza non ha niente a che fare con il discorso dcello striscione ma solo con le offese che abbiamo ricevuto. Siamo disponibili a ritirare la denuncia se solo si trovasse il modo di non alimentare ulteriormente questo clima di odio. Noi vogliamo parlare con familiari di Valerio in un clima di serenità però e per questo chiediamo aiuto anche all’amministrazione comunale”.

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