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Colleferro, all’ospedale tecnici di radiologia “costretti” a lavorare con la paura di contrarre il coronavirus

I delegati della Cisl tornano a lanciare il grido di allarme per l’assenza dei dispositivi di protezione personale in questo periodo di emergenza nazionale

Con i nuovi casi accertati di positività al coronavirus nella giornata di martedì 17 marzo anche nell’ospedale di Colleferro aumentano le preoccupazioni tra gli infermieri ed i tecnici di radiologia che lavorano senza le dovute protezioni. Dopo l’appello di qualche giorno fa i delegati sindacali della Cisl: il Segretario Territoriale Cecchinelli Dimitri e la delegata di Colleferro Donatella Cumbolotti rimarcano ancora come la situazione non sia per nulla cambiata e che la preoccupazione continua salire.

La lettera

“È sicuramente un momento di grande difficoltà per tutti i professionisti sanitari, abbiamo chiaro cosa stia accadendo, ma nessuno di noi ha idea di quello che potrà ancora succedere, né per quanto tempo dovremo continuare a lavorare in questo stato di emergenza. Tra le tante figure sanitarie, sembrano essere figli di un Dio minore, Medici, Tecnici della Radiologia e Infermieri, in servizio presso i Reparti Diagnostici; tutti sono impegnati a dare il proprio contributo e le indagini svolte risultano di prezioso ausilio per selezionare i casi patologici, individuando le affezioni polmonari e seguirne l’evoluzione.

Stiamo tutti combattendo

Tutti stanno combattendo per assicurare la migliore assistenza possibile ai pazienti che si rivolgono nei P.P.O.O.  della nostra ASL consapevoli delle responsabilità del proprio ruolo, ma costretti a lavorare in condizioni che espongono ad un rischio troppo elevato, poiché sprovvisti di DPI, contrariamente a quelle che sono le indicazioni Ministeriali e Regionali, nonché della Sirm, necessari al personale per l’esecuzione di indagini su pazienti Covid-19 positivi o sospetti tali. Troppo spesso ci si dimentica che i servizi di Diagnostica al pari del Pronto Soccorso, rappresentano dei luoghi di frontiera e la vera porta di accesso all’emergenza, dove accedono pazienti positivi e sospetti per l’esecuzione di indagini radiografiche ed esami TC, e viene trascurata l’adozione delle misure necessarie al contenimento del contagio necessaria a rallentare la diffusione del virus tra gli operatori.  

I potenziali sospetti di covid-19

Nella pandemia andrebbero inoltre trattati tutti i pazienti afferenti in Radiologia come potenziali sospetti Covid-19,non essendo possibile da parte del personale TSRM mantenere la distanza minima raccomandata di 1 metro, nelle fasi di posizionamento e movimentazione del paziente. In ragione di quanto espresso , è opportuno indossare sempre i DPI .Rifacendosi poi  alle linee Sirm  e alle indicazioni Ministeriali, nel caso di pazienti sospetti Covid-19,l’operatore TSRM dovrebbe indossare camice idrorepellente, mascherina, copricapo, occhiali, calzari e ovviamente i  guanti; si precisa che i camici idrorepellenti finora  non sono stati mai consegnati, come del resto anche i copricapo, e le mascherine fornite, altro non sono che panni per pulire, la polvere fissati alla testa con degli elastici.

Nuovo caso di positività a Colleferro

Si chiede pertanto alla luce di quanto esposto di fornire con sollecitudine, tutto il materiale necessario  al personale interessato, attraverso un canale dedicato e diretto alle Diagnostiche e si diffida l’azienda all’invio di mascherine incongrue in tutti i reparti e servizi sia ospedalieri che territoriali della Asl. Si precisa altresì che qualora tale legittima richiesta, non venga esaudita in maniera celere, ci faremo portavoce di portare codesta istanza nelle sedi Regionali opportune. In attesa di urgente riscontro”.

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