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Regione, no ai rifiuti di Roma a Collefagiolara da Verdi e RETUVASA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA RETUVASA E VERDI LAZIO: Come chiudere il ciclo dei rifiuti di Roma capitale? La risposta è ovvia, ce la comunica il quotidiano La Repubblica del 15 luglio 2014, dalle sue pagine romane, si “investe” sugli inceneritori...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA RETUVASA E VERDI LAZIO: Come chiudere il ciclo dei rifiuti di Roma capitale? La risposta è ovvia, ce la comunica il quotidiano La Repubblica del 15 luglio 2014, dalle sue pagine romane, si “investe” sugli inceneritori di Colleferro, speculando sulla salute della comunità locale.

Se qualcuno aveva qualche dubbio sulla mossa con cui la Regione Lazio copre il buco di 1,5 milioni di euro che si è creato nel bilancio del Comune di Colleferro a seguito del minor conferimento in discarica nel 2013 rispetto al 2012, ebbene se lo può togliere. E' la mancetta alla Giunta di Colleferro, guidata da Cacciotti, affinché continui a dare il suo sostegno al funzionamento degli inceneritori, alla realizzazione del TMB, destinato ad alimentarli assieme alla discarica, ai quali si garantirà un radioso futuro.

Con la vendita dei fatiscenti e pericolosi impianti di incenerimento – una linea ferma da due mesi e l’altra a funzionamento ridotto - Lazio Ambiente SpA potrebbe ricevere capitale fresco per la costruzione del TMB: costo previsto 26 milioni di euro circa, come da piano economico allegato al progetto e approvato recentemente in Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e avverso il quale la Rete della Valle del Sacco e il Comitato Residenti Colleferro si sono opposti con ricorso al TAR del Lazio il 9 maggio 2014.

Dopo decenni di supina acquiescenza, da parte di Giunte di ogni colore politico al Comune di Roma ed alla Regione Lazio, con lo stratega Cerroni dietro le quinte, siamo arrivati al punto di svolta, all’imposizione di una mera gestione industriale dei rifiuti aggiornata, ma in realtà delle più tradizionali, inquinanti e in via di superamento.

I cani hanno fiutato la preda. L'accoppiata Acea-Ama ambisce a diventare il terzo polo nazionale dei rifiuti, si appresta a fare grandi profitti sui rifiuti e se si fanno profitti i rifiuti devono aumentare, non certo diminuire.

Altri cani hanno fiutato l'osso ed in questi mesi vanno proponendo impianti a biomasse per la produzione di biogas-tecnologia del compostaggio anaerobico fortemente inquinanti, con una capacità di trattamento ridondante rispetto alle necessità del territorio.

Per Colleferro e la Valle del Sacco un destino segnato da un proliferare di impianti inquinanti per il trattamento dei rifiuti.

In grande spolvero gli amministratori delegati di AMA ed ACEA e l'assessore Michele Civita, con la benedizione del Sindaco di Roma, Ignazio Marino e il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Tutti d’accordo per mettere definitivamente una pietra tombale su un’area vasta già abbondantemente provata, per utilizzare una metafora “come un pugile che riceve continuamente colpi, senza che suoni mai il gong”.

Siamo ad un punto di svolta per il nostro territorio, si parla molto nelle istituzioni di rilancio sociale ed ambientale della Valle del Sacco di nuove tecnologie per la bonifica: se queste sono le premesse le prospettive assomigliano molto al passato, altro che moratoria su impianti generatori di nuove emissioni.

Altri cattivi segnali compromettono la possibilità di decidere del nostro futuro.

E' prossima l'istituzione della Città Metropolitana, retta da una forma di governo di secondo livello, lontana quindi dal controllo dei cittadini, mentre una ristretta cabina di regia dietro ad un tavolo mascherato da banchetto si appresta a decidere sull'uso dei fondi europei, stralciando la bonifica della Valle del Sacco dalle sue azioni prioritarie.

Questa volta, però, non ci faremo rapinare del nostro futuro: discariche ed inceneritori devono essere espulsi dal nostro territorio; ciò sarà possibile se ci sarà una stretta alleanza per una strategia 'Rifiuti Zero' tra tutti i territori, in primo luogo la città di Roma.

Del nostro futuro sarà possibile decidere se le comunità della valle saranno coinvolte capillarmente, se la visione di uno sviluppo alternativo sarà condivisa con altri territori.

La nostra voce si farà sentire, grideremo forte e chiaro i nostri NO ed i nostri SI.

Li grideremo nelle nostre città e di fronte a tutti i palazzi che ancora una volta segnano una drammatica distanza dai nostri bisogni e dalle nostre volontà.

La nota dei verdi Lazio

Diciamo no perché la Valle del Sacco, i Monti Prenestini i Monti Lepini e gli Ernici hanno già dato in tema di inquinamento sia della terra che dell’aria. Abbiamo già dato Grazie ! Quando nacque l’inceneritore di Colleferro, l’allora Sindaco Moffa dichiarò che in brevissimo tempo, la discarica di Colle Fagiolara avrebbe smesso di ricevere i rifiuti e che non avrebbe avuto più senso di restare in vita. Avevamo previsto l’aumento della cubatura dei rifiuti conferiti in discarica, nonostante l’inceneritore… e così è successo! Il dato che emerge è che, solamente i comuni che si sono già da tempo staccati dall’ex GAIA operano una raccolta differenziata soddisfacente ! Tutti i comuni dovrebbero fare la differenziata porta a porta (proprio come propongono i Verdi da 30 anni) ROMA inclusa ! Si potrebbero creare dei siti di stoccaggio in tantissimi comuni del Lazio e che darebbe a questi comuni, la possibilità di creare posti di lavoro. I siti di stoccaggio sarebbero naturalmente per “temi” dove addirittura si potrebbe creare occupazione attraverso il riuso del riciclato creando e inventando un nuovo stile di vita! Parliamo di cose che già esistono in moltissime parti d’Italia e d’Europa e che hanno come priorità la qualità dell’ambiente e non quello della “monnezza”! PERCHE’ PROPRIO COLLEFERRO? Riprendiamo un estratto di un articolo apparso qualche giorno fa su un giornale e lo facciamo decisamente nostro: “La strategia dei vertici capitolini è chiara: no ai termovalorizzatori almeno nell’area di Roma. Questi impianti non sono sicuri, sono superati, non risolvono i problemi dice Fortini, che sino a pochi mesi fa, quando dirigeva l’Ama di Napoli (Asia) si batteva perché venisse dato il via all’inceneritore di Ponticelli . Della stessa opinione il sindaco che non è un cultore della materia ma che è pronto a sposare ogni rivoluzione, anche quella ecologista. Quindi niente bruciatori nell’area di Roma ma fuori…se pò vedè. Eh si, perché poi alla fine riciccia sempre il vecchio termovalorizzatore di Colleferro contestato sin dal 1999, data della sua costruzione.” E’ accertato anche che, l’inquinamento non sarà solo quello prodotto dalle ciminiere del Termovalorizzatore, ma anche dalle migliaia di camion che attraverseranno l’autostrada e la via casilina, per venire a smaltire i rifiuti capitolini a Colleferro! Migliaia di via vasi tutti i giorni che allungherebbe quella striscia di smog che dall’alto delle nostre montagne si vede sempre più avvicinare da Roma! Pochi giorni fa la Regione Lazio targata Zingaretti ha concesso un finanziamento di 1 milione e mezzo di Euro al comune di Colleferro che, con la motivazione del mancato adeguamento delle tariffe del conferimento in discsarica di Colle Fagiolara (oltre al fatto che il comune prende i soldi per l’affitto del terreno), il comune non riusciva a fare il bilancio! Siamo nell’incredibile! Ci sono comuni che non hanno interesse a fare la raccolta differenziata e guarda caso, sono sempre quei comuni che fanno gli affari d’oro con le discariche e gli inceneritori. Diciamo no alla MONNEZZA DI ROMA , abbiamo già troppi asmatici e morti di tumore !!!

Piero Pera – Verdi Lazio

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