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Colleferro, soldi per evitare multe, due agenti della polizia stradale finiscono in manette

A far scattare le indagini, la denuncia di un autotrasportatore vittima dei poliziotti che ora sono indagati per i reati di corruzione, concussione, truffa aggravata e falso

"Corruzione, concussione, truffa aggravata e falso" sono questi i reati che nella giornata di ieri, hanno fatto scattare le manette ai polsi di due agenti della Polizia Stradale del Distaccamento di Colleferro. I due poliziotti, di 42 e 48 anni residenti nella zona tra il sud della provincia di Roma ed il nord del frusinare, così come riportato dal giornalista Mauro Cifelli di RomaToday, chiedevano soldi a camionisti ed automobilisti per "chiudere un occhio" ed evitare una multa salata. Sono stati gli stessi colleghi della squadra di polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Roma ad eseguire, nella mattinata di venerdì 28 dicembre, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Tivoli, dottor Mario Parisi, nei confronti dei due agenti della PolStrada.

Le indagini

Le indagini, coordinate dalla Procura di Tivoli, sono iniziate lo scorso mese di maggio, quando un autotrasportatore ha denunciato alla squadra di polizia giudiziaria un episodio di concussione subito in località San Cesareo.  Agli investigatori della stradale l’autotrasportatore ha raccontato di essere stato fermato da una pattuglia e di essere stato costretto, dai due agenti, a consegnare loro del denaro in contanti per evitare di essere sanzionato per il sovraccarico del mezzo.

Gli investigatori hanno attivato immediatamente le procedure di accertamento che, grazie ai controlli incrociati effettuati dalla squadra e dal Centro Operativo Polizia Stradale, hanno permesso di individuare i responsabili, che risultavano essere due Agenti del Distaccamento di Colleferro.  Le serrate indagini, dirette dalla Procura di Tivoli, svolte con intercettazioni, appostamenti e pedinamenti, in tre mesi, hanno consentito di accertare plurimi delitti posti in essere dai due indagati, per i quali il Gip ha emesso l’ordinanza cautelare di custodia in carcere.

In particolare l'Autorità Giudiziaria ha accertato due concussioni in cui i due indagati hanno costretto utenti della strada al pagamento di somme di denaro o utilità sotto il “ricatto” di elevare contravvenzioni stradale, una corruzione in cui hanno ricevuto danaro e tredici episodi di falso e truffe ai danni dello Stato realizzati attestando falsamente di essere in servizio.

L'ordinanza del Gip

La gravità delle condotte dei due arrestati emerge dall’ordinanza cautelare in cui il Giudice per le indagini preliminari sottolinea che solo il carcere impedirà ai due indagati di “perseverare nel coltivare con disinvolta e ·proterva soddisfazione quella che pare una vera e propria costumanza di vita e di servizio; ricercando e cogliendo -o sinanche creando - ogni occasione utile per conseguire utilità indebite”.

Per il Gip, emerge dai gravi fatti accertati: la personalità di due soggetti che non solo hanno ormai integralmente stravolto in proprio favore il servizio loro affidato, ma che praticano un costume esistenziale improntato alla continua e sprezzante indifferenza generale al precetto: la truffa e la menzogna sistematiche…(che) costituiscono  "sicuri indici del risalente e consapevole abbandono delle più elementari regole condivise dalla collettività”.

I due agenti di 42 anni e 48 anni sono stati arrestati e accompagnati presso il carcere di Rebibbia. Sono in atto ulteriori accertamenti per la definizione delle indagini. La Procura di Tivoli ha infine sottolineato la sensibilità del cittadino che ha segnalato la concussione patita e che ha consentito al personale del Compartimenti di Polizia Stradale di Roma, che ha profuso energia e impegno, di acquisire preziosi elementi per la ricostruzione della verità dei fatti ed evitare ulteriori condotte illecite da parte di pubblici ufficiali infedeli.

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