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Il ruolo cruciale del nuovo mega impianto di Colleferro nel piano rifiuti di Zingaretti

Approvato in giunta, nei prossimi mesi arriverà in consiglio regionale. Per il compound di Colle Sughero si parla di 500 tonnellate al giorno di materiali da trattare

La Giunta della Regione Lazio ha approvato nelle ore scorse il piano rifiuti 2019-25, che, dopo un mese e mezzo tra osservazioni e controdeduzioni, andra’ in Consiglio regionale per l’approvazione finale. Tra gli obiettivi piu’ importanti, lo sviluppo dell’economia circolare, il riequilibrio territoriale del fabbisogno impiantistico in ogni Ato (Ambito territoriale ottimale) provinciale, l’introduzione del sub-ambito di Roma Capitale e l’innovativo presidio industriale di Colleferro e la raccolta differenziata al 70% nel Lazio entro il 2025, legalita’ e investimenti regionali per sostenere Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.

Nel subambito di Roma Capitale, qui sara’ prevista la realizzazione di una discarica di servizio: “Roma ha un problema sugli impianti di smaltimento - ha detto l’assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani- che non bisogna mai piu’ raccontare come la vecchia discarica di Malagrotta. Zero rifiuti non esiste e la necessita’ di un’impiantistica di smaltimento e’ ineliminabile”.

LO STABILIMENTO DI COLLEFERRO

Tra i nuovi impianti da realizzare ci sarà anche lo stabilimento di Colleferro, che nascerà entro il 2021 (a settembre di questo anno secondo il Presidente Zingaretti si farà il bando) e sarà anche il cuore del bando per la cessione delle quote di Lazio Ambiente. Sarà incentivata la promozione dei centri per il riuso alla realizzazione dell’innovativo compound industriale di Colleferro, dove verranno trattati i rifiuti indifferenziati con processi di lavorazione a freddo, permettendo il recupero di materie prime secondarie, senza alcun impatto ambientale, che potranno essere rimesse sul mercato.  

Le differenze rispetto ai vecchi Tmb

Il nuovo impianto si differenzia rispetto ai classici Tmb per la maggior capacità di riciclo. Sarà in grado, si legge sul piano regionale, di "ricevere e trattare i rifiuti urbani e nello specifico sia la frazione organica stabilizzata sia gli scarti non combustibili per trasformarle in materie prime seconde (MPS), sottoprodotti e prodotti con rilascio «rifiuti zero», che incorpori tutte le migliori BAT (Best Available Tecniques) e BRef (Best References) dell'Unione Europea proponendosi come riferimento internazionale per la rigenerazione di materia ottenuta dai rifiuti urbani.

Le 500 tonnellate all'anno di rifiuti da trattare

Un impianto che andrà a trattare una quantita grandissima di rifiuti, ovvero 500 tonnellate all'anno che vorrà dire decine e decine di camion che torneranno a passare nella parte bassa della città ed alla Scalo dove avvenne la famosa protesta con il sindaco Sanna straiato a terra davanti al camion che trasportava i pezzi per la nuova caldaia dell’impianto di Colle Sughero che era in fase di revamping, poi mai completato.

Su questa quantità nei prossimi mesi, siamo sicurio, si scateneranno polemiche molto pesanti ed il sindaco Sanna ha già fatto sapere in pubblico di essere contrario ad un impianto di tale portata

La situazione di Lazio Ambiente

Obiettivi strategici per la cessione delle azioni dell’azienda Lazio Ambiente, completamente detenute dalla Regione Lazio, saranno la salvaguardia dei livelli occupazionali, l’equilibrio economico-finanziario della società, la protezione del know-how e degli asset industriali e la condivisione del processo con Enti e Istituzioni interessate. Come detto, il Piano regionale punta al raggiungimento del 70% di raccolta differenziata entro il 2025. Nei prossimi mesi verranno investite ulteriori risorse per sostenere i Comuni nell’applicazione della Tarip (la tariffa puntuale che consente di pagare il servizio di raccolta rifiuti in base al volume della spazzatura indifferenziata prodotta), nella creazione di isole ecologiche e di centri di compostaggio. Saranno promosse agevolazioni per imprese e Comuni che riducono la produzione di rifiuti, verrà favorita la realizzazione di centri per il riuso, oltre ad una serie di misure e di iniziative per tutte le tipologie di rifiuti. Infine, sui temi di legalità e controllo, dopo gli incendi che si sono registrati (tmb Salario l’ultimo caso) e gli illeciti nella gestione del ciclo dei rifiuti, la Regione ha deciso di affiancare al Piano rifiuti quello triennale di prevenzione della corruzione 2019-2021, anche questo approvato dalla Giunta. Questo strumento sarà un aiuto importante nella gestione delle attività amministrativa a valle della cornice disegnata dal Piano di gestione dei rifiuti, in particolare ai procedimenti autorizzatori da concedere e per quelli da rinnovare, oltre alla realizzazione di nuove strutture di trasformazione o trattamento sul territorio regionale. Un ulteriore piano di rafforzamento riguarderà la tematica dei controlli sugli impianti autorizzati, prevedendo anche accordi interistituzionali che possano ampliare la gamma delle verifiche in ragione delle competenze di ciascun ente (Arpa Lazio, Asl, Carabinieri Forestali, ecc.).

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