Valle Del SaccoToday

Colleferro, i numeri ed i segreti del nuovo Parco Logistico. Arrivano anche le prime polemiche

Un investimento di oltre 150 milioni che andrà a rivoluzionare completamente la zona del bosco di Piombinara

Un investimento da 150 milioni di euro in 24 mesi, due immensi opifici ben distinti che daranno lavoro a miglia di persone e che già ora stanno dando lavoro ad un centinaio di operai addetti al movimento terra. Una mega struttura che sarà affiancata da un parco di 15 ettari con alberi, asini e pecore (vedi intervista video del sindaco Sanna in pagina).

Ieri la posa del primo olivo (benedetto dal Vescovo Apicella) all’interno del parco logistico di Colleferro da parte della Vailog una società di sviluppo immobiliare e di investimento specializzata nella logistica. Vailog fa parte del gruppo SEGRO, un importante Real Estate Investiment Trust con sede nel Regno Unito e con un portafoglio di oltre 9 milioni di euro. Vailog è leader in Italia nello sviluppo industriale nel settore Real Estate ed ha una media di fatturato di 150 milioni di euro nel periodo tra il 2013-2018, Vailong sta crescendo fortemente grazie alla sua posizione di Leader in Italia e nell’espansione all’estero con sedi a Milano e Parigi.

Le immagini della storica giornata della posa del primo albero

Il nuovo Parco Logistico è situato a Sud di Roma con un’area edificabile di 180.000mq. con certificazione Breeam, pannelli fotovoltaici e punti di ricarica per auto elettriche. Un nuovo Parco Logistico per contribuire alla dinamizzazione dell’economia locale e alla creazione di nuovi posti di lavoro facilmente accessibile dalla A24/A1 e SP21, nei pressi del Casello autostradale di Colleferro, ai confini con la Selva di Paliano, sulla Palianese Sud.

In questo parco logistico saranno costruiti due edifici dove andranno ad operare i colossi Amazon (commercio on-line) e Leroy Merlen (fai da te) ieri nessuno dei presenti ha fatto i nomi per ovvi motivi di riservatezza ma in ugual misura nessuno ha smentito i nostri articoli con i quali abbiamo dato per primo la notizia del rilascio dei permessi da parte del comune.

Il titolare della ditta Enric Veron dopo la piantumazione dell’olivo avvenuta alla presenza del Sen. Bruno Astorre, dell’On. Mancini e dell’assessore Regionale Manzella ha tenuto a precisare che saranno: “due distinti opifici A, che avrà un’area d’intervento di 290.439,00mq, con una superficie coperta di 104.270,99mq. Che svilupperà 104.406,52mq. Dove potranno parcheggiare 143 camion, 781 macchine, 14 bus e sono previsti anche parcheggi per bici e motocicli con un Baie di carico di 76. E un’altezza Utile di 11,20 m. Edificio B avrà un’area d’intervento di 183.171,00mq. Con una superficie coperta di 50.055,00mq e uno sviluppo di 51.055 mq. Potranno parcheggiare 26 camion contemporaneamente, 70 auto con un Baie di Carico di 95 e il capannone avrà un’altezza di 11,50”.

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Queste le cifre impressionanti che andranno a rivoluzionare il Bosco di Piombinara e la zona intorno alla discarica di Colle Fagiolara.

Le polemiche

In questo contesto di euforia generale non sono mancate però le polemiche da parte del sindaco di Artena Felicetto Angelini che parla di: “multinazionale che si è arricchita sullo sfruttamento dei lavoratori:. “vedere gente che ama definirsi ambientalista e di sinistra – spiega su facebook Angelini commentando una foto in cui si vedono alcuni rappresentati dell’opposizione in consiglio comunale - addirittura festeggiare a Colleferro (su terreni agricoli diventati magicamente industriali!), la posa in opera di una prima pietra dell'ennesimo insediamento logistico di una multinazionale, che si è arricchita e si arricchisce, sullo sfruttamento del lavoratore/schiavo, mi lascia senza parole. Se poi penso che, tra questi, vi sono persone che hanno presentato addirittura una denuncia penale contro imprenditori laziali che, avendo tutte le autorizzazioni di legge (e un finanziamento a fondo perduto della Regione Lazio per € 4.700.000,00 ), volevano investire ad Artena per costruire un semplice impianto per la produzione di substrato e, subito dopo, una fungaia moderna che avrebbe dato un lavoro dignitoso a 150 persone, allora, il mio atterrito silenzio si trasforma in un solo grido forte e indignato: VERGOGNA!”

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