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Colleferro, per il sindaco Sanna la puzza dalla discarica è colpa dei camion non lavati

Dai miasmi in discarica, passando per i dubbi sulla chiusura della stessa, all’ipotesi paventata di riapertura degli inceneritori, fino al nuovo piano rifiuti regionale e relativo compound da 500.000 tonnellate questi i temi emersi dalle assemblee pubbliche del Movimento Rifiutiamoli

Le Assemblee cittadine del 23 e 30 agosto scorsi organizzate dal Movimento Rifiutiamoli hanno portato nuovi elementi aggiuntivi e risposte agli interrogativi che in molti si sono posti e si pongono su tutto ciò che riguarda la questione dei rifiuti a Colleferro, a Roma e nel Lazio. "Durante le due assemblee cittadine, una il 23 agosto e l'altra il 30, come Movimento Rifiutiamoli abbiamo descritto ai presenti lo stato dell’arte e le nostre posizioni in merito, interloquendo e ottenendo risposte dalle istituzioni locali presenti agli incontri, il Sindaco Pierluigi Sanna e l'assessore all'ambiente Giulio Calamita". 

Miasmi in Discarica 

Anche quest'estate, gli articoli di giornale hanno messo in luce come l'emergenza rifiuti romana colpisca la Valle del Sacco e la Ciociaria. L'ordinanza della Regione Lazio dello scorso luglio ha potenziato il conferimento presso la discarica di Colle Fagiolara a Colleferro facendo aumentare il numero dei camion, saliti a 50 mezzi al giorno. 

In assemblea si è discusso delle segnalazioni, degli esposti e dei disagi della popolazione e dei residenti in zona Palianese, sottolineando il fatto che mai come prima i miasmi erano giunti ad ammorbare il nucleo abitato. Secondo Rifiutiamoli il nodo centrale è da ricercare nella qualità dei rifiuti in entrata: visti i ritmi di conferimento il trattamento nei vari impianti TMB potrebbe avvenire con anomalie non rispettando i tempi di bioessiccazione dei rifiuti organici contenuti nel rifiuto indifferenziato conferiti presso gli impianti. Di conseguenza in discarica giungerebbero rifiuti non completamente trattati, ciò sarebbe confermato dalle scie che lasciano i camion. Su questo è stato chiesto già da qualche tempo che si avviasse un percorso di controlli straordinari sui rifiuti in entrata, visto che i controlli ordinari sembrano risultare insufficienti, da sottoporre alla Regione Lazio, proprietaria di Lazio Ambiente SpA, gestore della discarica fino al 31 dicembre 2019. Si è sottolineato il fatto che non si può lasciare la scuola professionale fronte discarica in balia di miasmi quotidiani, tenendo conto che in ogni caso qualunque sia la natura degli stessi, si deve porre rimedio.

I camion non lavati

Per il Sindaco i forti miasmi sono causati dai camion non adeguatamente lavati e dal fatto che alcuni carichi vengono effettuati la sera precedente la partenza , ciò unito alle alte temperature di questi giorni causerebbe gli odori nauseabondi. Il Sindaco ha però riferito di aver comunicato alla Regione Lazio la richiesta dell’avvio dei controlli straordinari. 
Rifiutiamoli ha chiesto che ne venisse data informazione sullo stato dell’arte, in caso contrario il Movimento procederà in linea con quanto è riuscito ad esprimere in questi anni.

Chiusura della discarica

Nel corso dell'incontro alcuni cittadini hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo un possibile ritardo nella chiusura della discarica, prevista per il 31 dicembre prossimo. Il pensiero è frutto delle continue situazioni emergenziali determinate dal mancato avvio di programmazione sulla gestione da parte di Roma Capitale. Una eventuale proroga potrebbe essere effettuata dal Presidente della Regione Lazio o dal Prefetto in caso di nuove emergenze. Lo scenario che vede la proroga da parte del prefetto per l'utilizzo di Colle Fagiolara non preoccupa l'amministrazione comunale la quale dichiara che si raggiungeranno le volumetrie necessarie alla chiusura per la data stabilita.
"il 31 dicembre scadrà la concessione data a Lazio Ambiente per la gestione della discarica. Mi occuperò di emettere un'ordinanza per lo sgombero di tutti i mezzi non necessari alla piantumazione e al post mortem." Dichiara il sindaco.
C’è da aggiungere che la chiusura viene nuovamente confermata dal bando di gara avviato il 7 agosto scorso da Lazio Ambiente SpA per l’acquisto di 50.000mc di terreno vegetale utile per la ricopertura giornaliera dei rifiuti e per il piano di gestione post operativa allegato al progetto di riordino o per meglio dire l’aumento di volumetria di 1,5mln di mc nel 2009. La copertura finale della discarica verrà effettuata a stralci nell’ordine di un metro di altezza.

L'utilizzo degli introiti derivanti dal benefit

In assemblea è stato chiesto quale sarà l'utilizzo degli introiti ottenuti in questi ultimi mesi di riapertura della discarica, da ottobre 2019 fino alla chiusura. "Utilizzeremo i soldi dei conferimenti per cominciare le procedure di l'esproprio dei terreni del Castello Vecchio, così da consegnare un parco pubblico alla città", ha spiegato il Sindaco.

Inceneritori

Gli inceneritori di Colleferro sono un capitolo chiuso, la politica regionale ne è consapevole e non tornerà indietro sulle decisioni prese. “Gli impianti verranno smantellati e per questo ne è stata affidata la progettazione all’ENEA” ha dichiarato il Sindaco. “Non ci sono tempi certi, forse un paio di anni”, la conferma dell’Assessore.
Rifiutiamoli ne ha sempre avuto certezza, ha seguito l’evolversi degli eventi e nulla ha mai lasciato presupporre il contrario. La vittoria dei cittadini è fuori dubbio, le associazioni hanno semplicemente avuto il compito di non mollare mai l’osso, di richiamare continuamente alla mobilitazione, di promuovere le assemblee cittadine per fornire costantemente informazioni utili, di affondare i colpi al giusto momento con la manifestazione dell’8 luglio 2017, di installare un presidio permanente ancora oggi attivo, di promuovere incontri pubblici sulla questione romana, di collaborare con gli attivisti che come noi hanno vissuto e vivono il dramma della presenza di impianti di gestione rifiuti. Il merito di tutto ciò va a chi ci ha creduto e ha speso parte della sua vita affinché ciò avvenisse.
Resta però l’ennesima contaminazione di area, in questo caso da cromoesavalente e altre sostanze nei terreni e acque sottostanti gli impianti per la quale, a detta dell’Assessore, ci vorranno anni, le cui operazioni dovranno rientrare nel cronoprogramma della bonifica del Sito di Interesse Nazionale “Bacino del fiume Sacco”.
Piano rifiuti e Compound

Il nuovo piano rifiuti regionale per ciò che riguarda Colleferro è concentrato sulla questione del Compound da 500.000 tonnellate/anno previsto in sostituzione degli inceneritori. Come spesso rimarcato in precedenti comunicazioni Rifiutiamoli è sempre stato contrario a tale proposta, ha sposato l’idea di una impiantistica legato al neo Consorzio Minerva, utile per la gestione dei rifiuti territoriale e circoscritta, non di certo per tamponare la negligenza di Roma Capitale. Sull’impiantistica di Minerva se ne discuterà quando sarà il momento, oggi ci si concentra sulla strategia regionale di militarizzare nuovamente la nostra area.

Le assemblee sono state indette sull’ipotesi di nuova mobilitazione proprio per scongiurare tale idea, sicuramente ne seguiranno altre. Nel frattempo si attende l’evolversi degli eventi, le osservazioni al Piano regionale, il passaggio in Consiglio regionale, la chiusura con la VAS (Valutazione Ambientale Strategica). L’amministrazione di Colleferro è totalmente contraria all’ipotesi del Compound e con essa anche alcuni Consiglieri Regionali in qualche modo legati al nostro territorio e Amministratori locali, ciò è stato riferito all’Assessore di competenza, Massimiliano Valeriani, da parte del Sindaco di Colleferro. Di conseguenza se non viene ritirato il progetto del mega impianto il Piano Rifiuti potrebbe correre il rischio di non passare alla votazione in Regione.

Inoltre c’è anche un’altra situazione, sottovalutata da chi ha redatto il nuovo piano rifiuti, e cioè il fatto, come riferito dal Sindaco, che su Colleferro non esiste alcuna area urbanisticamente idonea ad accogliere l’impiantistica del Compound. L’area che era del previsto impianto di TMB inserito nel piano rifiuti precedente è un fazzoletto di terra, forse utile per l’impiantistica di Minerva, di certo insufficiente per un Compound industriale. Resta comunque il fatto che se la Regione Lazio intendesse andare avanti con questi propositi troverà di certo una forte opposizione popolare alla realizzazione.


Conclusioni

In conclusione gli inceneritori sono chiusi, la discarica chiuderà il 31 dicembre prossimo, per quanto riguarda il Compound previsto nel nuovo Piano rifiuti è forte l’assenza di una volontà politica e inoltre mancherebbero le condizioni materiali per realizzarlo. Sui miasmi provenienti dalla discarica resta il dubbio sulla reale intenzione della Regione Lazio di avviare il percorso dei controlli straordinari. Il Movimento Rifiutiamoli continuerà la sua azione di verifica e controllo su tutto ciò che gira intorno ai rifiuti a Colleferro, è pronto in caso di prese di posizione diverse da quanto riferito dall’Amministrazione e non rispondenti alla necessità del territorio, per quanto riguarda i miasmi in discarica si prenderanno le dovute contromisure se non si daranno risposte concrete all’abbattimento dei miasmi".

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