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Prime grane per il consorzio Minerva, Rizzo ritira la candidatura a direttore generale

Le motivazioni di questa scelta in una dura lettera inviata ai sindaci, all’amministratore unico ed all’autorità nazionale anticorruzione

Con una lettera indirizzata all’Amministratore Unico del Consorzio Minerva e all’Anac, Raffaele Rizzo, ha ritirato la propria candidatura per il ruolo di Direttore Generale. Una lettera, che vi riproponiamo integralmente in basso, che ripercorre le tappe (infinite) della selezione avviata da mesi dal Consorzio e mai conclusasi, per la continua riapertura dei termini dell’avviso stesso. Ricordiamo che solo qualche giorno fa lo stesso Rizzo era stato nominato membro della commissione incendi e rifiuti del Ministero degli Interni

La riapertura anomala dei termini dell’avviso

Riapertura piuttosto anomala che, come racconta il Rizzo nella sua lettera, non è mai stata giustificata da obiettivi motivi di opportunità legate alle professionalità dei singoli candidati. Inoltre, sarebbero stati fatti anche colloqui con i candidati. Salvo poi, senza alcuna comunicazione di rigetto delle candidature, continuare con il gioco della riapertura dei termini. Un inusuale rito che lascia seri dubbi sui criteri di scelta. Saranno state rispettate tutte le leggi? Questo quanto si chiedono molti cittadini a Colleferro.

Ecco il testo della lettera di Rizzo

Ai Sindaci e All'Amministratore Unico Del Consorzio Minerva scarl e p.c. al dott. R. Cantone Autorità Nazionale Anticorruzione  Area regolazione

Oggetto: ritiro candidatura e rinuncia alla partecipazione all'avviso per la nomina del Direttore Generale del Consorzio Minerva

E' con vivo rammarico e con immenso dispiacere che ritiro la mia candidatura a Direttore Generale del Consorzio Minerva. Ho partecipato al bando con estremo interesse, vedendo nella realizzazione del neonato Consorzio un'opportunità e la possibilità di poter finalmente operare per i Comuni di Minerva e per quello di Colleferro in cui ho portato insieme ad altri l'ambientalismo. Dopo aver svolto la mia professione in ogni angolo d'Italia ho visto in questo incarico la possibilità di poter finalmente contribuire con la mia conoscenza e professionalità allo sviluppo sano del territorio e ad uscire dalle situazioni di malessere collegato alle annose questioni ambientali ed ai rifiuti. Mi sentivo pronto a mettere a disposizione del mio territorio le conoscenze e le idee formate e maturate in circa 30 anni di attività nel settore dei rifiuti. Dopo avere per anni affrontato situazioni molto difficili, come quella dell'emergenza in Campania, dove ho affiancato i Commissari come esperto e dopo aver anche ricoperto il ruolo di Direttore Generale in Consorzi di rilevanza regionale o prestato l'attività di esperto del Ministero Ambiente in seno all'albo gestori ambientali Sicilia

La rinuncia

mi trovo a dover rinunciare alla partecipazione al bando per una situazione che reputo molto poco trasparente e gestita in modo a dir poco dilettantesco e per molti versi scorretto e irrispettoso dei professionisti che partecipano come candidati. In passato ho gestito anche società e consorzi di rilevante spessore, sto operando sulle norme di recepimento e sulla normativa end of waste e sto controllando le attività emergenziali di centinaia di Comuni italiani. Nella mia vita ho superato numerosi esami e selezioni con Commissioni tecniche e criteri chiari e trasparenti in cui potevi anche non essere scelto e potevi eventualmente contestare i giudizi o le valutazioni poiché i criteri selettivi erano stabiliti preventivamente e comparativi. Da quando pratico la professione non ho mai visto un avviso o bando venir riaperti, dopo la scadenza, per ben 3 volte, senza motivazione, e addirittura l'ultima volta dopo che erano stati svolti i colloqui ed erano state richieste relazioni di tipo tecnico ai candidati. Ho chiesto chiarimenti in merito, prima verbalmente e poi per iscritto, e di conoscere le motivazioni addotte per le riaperture del bando di cui l'ultima decisa dal Sindaco di Colleferro. A mia espressa richiesta verbale fatta allo stesso Sindaco, mi ha schernito dicendomi che lui non ne sapeva nulla in quanto aveva delegato il suo assessore Calamita. E' stata richiesta una relazione di commento ad un "presunto" Piano Industriale pubblicato sul sito del Comune di Colleferro alla quale ho debitamente risposto ed è seguito un colloquio per discutere di tale relazione. Il colloquio è stata una sorta di farsa in cui l'Amministratore Unico chiaramente non competente di gestione rifiuti delegava a fare domande l'assessore Calamita che più che far domande tecniche sembrava volersi far spiegare alcuni aspetti gestionali essendo lui stesso assolutamente privo di competenza e autorità tecnica in materia. La normativa sui rifiuti è molto complessa e varia e siamo in pochi a conoscerla nel dettaglio. Avrei gratuitamente reimpostato il piano industriale ed in poco tempo anche perché il Consorzio non può avere come base quello presentato che è privo di dettagli e di incidenza territoriale ed è comunque obsoleto. Il colloquio era quindi più che altro conoscitivo e pur essendo presenti alcuni Sindaci gli stessi non hanno voluto fare domande tecniche dimostrando gli stessi correttezza e rispetto verso la professione. Quindi, dopo aver spiegato, a colui che faceva domande, le differenze tra i vari tipi di ordinanza contingibile ed urgente e aver fatto notare di aver appena ricevuto l'idoneità a svolgere il ruolo di responsabile per le categorie 1, 4 e 5 classe A per l'iscrizione all'albo gestori ambientali e dopo essere venuto a conoscenza che altri 2 candidati erano risultati idonei a svolgere il colloquio concludevo.

I troppi silenzi

Dopo qualche giorno, tra silenzi sfuggenti, veniva riaperto il bando dal Sindaco di Colleferro che neanche era presente ai colloqui. Immediatamente, sentendomi preso in giro e rimanendo basito chiedevo, tramite PEC, di essere riascoltato e dopo diversi giorni di mancata risposta, consigliandomi con colleghi e esperti di pubblica amministrazione decidevo di fare accesso agli atti con missiva puntuale e richieste oggettive. Trascorso un mese non ho ancora ricevuto risposte né alla richiesta di accesso agli atti né alla richiesta di essere riascoltato. Ho anche chiesto un incontro all'Amministratore Unico che non ha potuto o voluto ascoltarmi. A questo punto, avendo riscontrato comportamenti a dir poco irrituali e discutibili, ho valutato che non sia più opportuno far parte dei professionisti che partecipano al bando. Questo è quanto ha portato al ritiro della mia candidatura, non ritenendo di poter condividere una eventuale nomina direttiva visti gli atteggiamenti gestionali così arbitrari, poco trasparenti e poco professionali che fanno presagire un futuro altrettanto difficile. Soprattutto ho incontrato persone prive della benchè minima conoscenza gestionale nel settore dei rifiuti. Sono dispiaciuto per non poter collaborare con i dipendenti che da Lazioambiente verranno spostati in Minerva. Molti di loro li conosco e li stimo sia professionalmente che come persone e mi spiace. Avrei voluto mettere in pratica un sistema premiale per i lavoratori con riconoscimenti legati alla produttività e lavorare sulla progettazione di una rete impiantistica di filiera basata su impatti ambientali tendenti a zero da condividere con i Sindaci. Reputavo importante adottare interventi gestionali per la riduzione della TARI. Chiudo e auguro tanta fortuna agli altri partecipanti e a colui che sarà scelto che spero opererà, senza condizionamenti e con competenza e affetto per il nostro territorio.

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