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Roma, Bianchi: reindustrializzazione del Lazio 150 milioni per cambiare l’economia con il  sostegno alle Apea e il recupero del sito ex-Videocon

Ben 150 milioni per cambiare e innovare l'industria nel Lazio, dare forza al “Made in Lazio” e recuperare le fabbriche abbandonate. A partire dallo stabilimento della ex Videocon che potrà diventare l'intervento-esempio di una riconversione...

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Ben 150 milioni per cambiare e innovare l'industria nel Lazio, dare forza al “Made in Lazio” e recuperare le fabbriche abbandonate. A partire dallo stabilimento della ex Videocon che potrà diventare l'intervento-esempio di una riconversione industriale che rivoluzionerà l'economia della nostra regione, dopo quasi 20 anni di immobilismo. L'obiettivo che ci siamo prefissati è di portare, entro il 2020, l'incidenza del manifatturiero dall'attuale 6% all'8,5% del Pil, che significa avere un'economia più solida e con maggior occupazione. –

Queste le dichiarazioni di della Consigliera del gruppo "PD" Daniela Bianchi, presente oggi all’iniziativa "Valore Aggiunto" a Roma presso l'Università di Roma Tre in cui il presidente della Regione Nicola Zingaretti e l'Assessore Guido Fabiani hanno presentato il Piano di Reindustrializzazione della Regione Lazio.

Il piano di reindustrializzazione sarà così ripartito: 2 milioni andranno alla valorizzazione dei siti industriali dismessi, 71 milioni al progetto “Call for project” che sosterrà progetti capaci di aggregare le imprese e attrarre nuovi investimenti. Infine, 77 milioni andranno al rafforzamento delle reti di impresa e alla crescita dimensionale delle PMI.

Tra questi interventi c’è anche un forte investimento da 30 milioni di euro sulle aree produttive ecologicamente attrezzate, le APEA. Una scelta che va nella direzione auspicata dalla Proposta di Legge 234 sulle Aree Produttive che punta proprio alla nascita di queste aree, zone di territorio in cui è più semplice e sostenibile fare impresa. In queste aree, già presenti in altre regioni europee, si trovano delle reti di imprese industriali e commerciali che hanno in comune le infrastrutture, come depuratori o strade, le certificazioni ambientali, la produzione di energia pulita, il ciclo produttivo.

In questo quadro si innesta anche il progetto di riconversione industriale dello stabilimento della ex Videocon che potrà presto diventare il più grande polo per l’innovazione del Lazio. Nel piano della Regione, si prevede di utilizzare la legge 448/1998 che consente ai Consorzi Industriali di acquisire gratuitamente i siti che hanno ricevuto dei finanziamenti pubblici, come nel caso della ex Videocon. Ci sarà anche un investimento regionale di 2 milioni di euro per sostenere le spese di gestione di questi siti. Il passo successivo è l'elaborazione, tramite bandi internazionali, di progetti di riconversione che verranno valutati in base alla capacità di creare lavoro e crescita economica.

Per il sito della ex Videocon esiste già un primissimo progetto curato dall'Asi di Frosinone e su cui, insieme alla Regione, lavoriamo da circa due anni. L’idea prevede di utilizzare gli oltre 7 ettari coperti e al momento abbandonati in un incubatore di startup e in un polo produttivo per accogliere decine di piccole e medie imprese dei campi delle energie, delle startup innovative e nell'alta tecnologia. Già prima di entrare in consiglio regionale, abbiamo preso l'impegno con i sindacati, le imprese e i lavoratori di dare una nuova vita ad uno stabilimento dove fino a qualche decennio fa venivano costruiti tv per tutto il mondo. Oggi questo impegno lo stiamo mantenendo.

Vogliamo fare della ex Videocon il caso simbolo della nuova economia del Lazio: dalle rovine di un fallimento, da edifici oggi abbandonati e pieni di macchinari polverosi nasceranno nuove aziende tecnologicamente avanzate, sostenibili e in rete tra loro. L’obiettivo non è impossibile, ma per raggiungerlo è necessario lo sforzo di tutti. Dobbiamo superare il nanismo e la frammentazione del nostro tessuto produttivo che ha impedito uno sviluppo sano e fare quello che probabilmente nel Lazio non si è mai fatto: delle politiche industriali chiare che guidino le scelte e la destinazione dei fondi, più che gestire l’esistente. Un primato della politica che torna a orientare le scelte che non vengono più fatte nelle singole stanze ma nei territori. Ora spetta a quest'ultimi presentare progetti validi e di aggregazione all'altezza degli interventi messi in campo dalla Regione. E su questo sono certa che la risposta non mancherà.-

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