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Ciociaria, il monito di Tonino Scaccia: "cosi il PD muore lentamente"

Il centrosinistra unito riparte da Ceccano. E’ questo il messaggio chiaro ed inequivocabile che arriva dalla conferenza stampa congiunta di PD e PSI che si è svolta nella mattinata presso Castel Sindici, alla presenza del Sindaco Michela Maliziola...

Il centrosinistra unito riparte da Ceccano. E’ questo il messaggio chiaro ed inequivocabile che arriva dalla conferenza stampa congiunta di PD e PSI che si è svolta nella mattinata presso Castel Sindici, alla presenza del Sindaco Michela Maliziola

e dei vertici del Partito Democratico e del Partito Socialista di Ceccano e di Frosinone. Il luogo non è stato scelto a caso: Castel Sindici, che rappresenta la continuità del buongoverno di centrosinistra in questa città, dall’acquisizione del maniero decretata dall’allora sindaco Cerroni, alla ristrutturazione avvenuta sotto l’era Ciotoli per arrivare alla messa in sicurezza ed inaugurazione operata dalla Giunta Maliziola. La politica del fare, al servizio dei cittadini e per la valorizzazione del territorio. Tutti i presenti hanno sottolineato con contentezza come questa ritrovata unità rappresenti una giornata bella: vedere il centrosinistra nuovamente unito e coeso è un segnale molto importante. “E’ un percorso che parte da lontano, dal giorno dopo le elezioni abbiamo cercato di lavorare per l’unità politica delle forze di centrosinistra: PSI, PD e Liste civiche che si riconoscono nel nostro progetto, condiviso dai ceccanesi e dai vertici provinciali dei nostri partiti”, ha spiegato il Sindaco Maliziola. Anche il Presidente dei PSI Gian Franco Schietroma ha evidenziato come “la giornata di oggi sia molto importante non solo per Ceccano ma anche per tutta la provincia: da qui parte un chiaro messaggio di unità, che ci può consentire di lavorare ad un ampio progetto riformista di prospettiva, con l’obiettivo di superare l’anomalia italiana e realizzare una grande casa progressista, democratica e socialista”. Sulla stessa scia il segretario Danilo Iafrate che aggiunge: “Da oggi cominceremo a lavorare sulle situazioni difficili presenti nella nostra provincia, vedi Isola del Liri, Cassino, Boville o alcuni centri del Nord, per realizzare una coalizione che abbia un respiro provinciale. Per far questo confidiamo nell’aiuto del PD, che è il nostro fratello maggiore”. E’ comprensibilmente soddisfatto anche l’eurodeputato Francesco De Angelis che ha sottolineato: “Dopo il momento difficile caratterizzato dalle lacerazioni dello scorso anno finalmente, grazie all’assiduo lavoro portato avanti dai rappresentanti politici locali con l’ausilio dei vertici provinciali, finalmente torniamo ad essere uniti. Raccogliamo i frutti di una mediazione politica intelligente che pone l’unità del centrosinistra come bene prezioso della coalizione da cui non si può prescindere. L’intesa di oggi non ha un valore solo istituzionale ma è soprattutto politico, perchè ci consente di lavorare in una prospettiva di un socialismo democratico che può veicolare con forza le richieste di una Europa diversa, fatta con meno rigore ma con più equità e sviluppo”. Il consigliere regionale Mauro Buschini ha posto l’accento sulle battaglie condivise dai circoli dei partiti di centrosinistra della città “che hanno aiutato questo percorso di ritrovata unità. Qui a Ceccano ora c’è la stessa coalizione che governa la Regione Lazio e per questo sono convinto che potremo lavorare in maniera sinergica per lo sviluppo della città e del territorio. Piena disponibilità e porte aperte in Regione, per collaborare in maniera fattiva a partire dalle questioni più urgenti, come l’Ospedale, che la destra voleva chiudere e che invece noi potenzieremo, o la Valle del Sacco, dove a partire dalla bonifica si dovrà costruire un progetto di riqualificazione e rilancio della zona”. Un giudizio molto positivo sull’operazione è stato espresso anche dal segretario provinciale del PD Sara Battisti: “Siamo tornati a lavorare per la coalizione Italia Bene Comune, quella che avremmo voluto vedere al governo dell’Italia ma purtroppo l’esito è stato diverso. Le amministrative hanno confermato che chi va a votare sceglie il centrosinistra e quindi è doveroso ricomporre la coalizione in un’anima sola e lavorare tutti ad un progetto comune, superando le lievi tensioni o polemiche che anche ci sono state in questa fase all’interno dei rispettivi circoli di Partito, poi rientrate”. E’ soddisfatto anche Arcangelo Compagnone, rappresentante di Sel, che dopo aver riferito dei saluti del deputato Nazzareno Pilozzi, impegnato alla Camera, ha dichiarato: “E’ un momento importante per Ceccano ed anche un segnale più generale. Nel recente passato abbiamo sbagliato e commesso errori, non abbiamo dato segnali di unità. A Ceccano abbiamo lavorato dal giorno dopo alla riunificazione del centrosinistra, perchè crediamo in questo progetto politico”. Soddisfazione espressa anche dagli assessori Camillo Maura e dai consiglieri Angelo Ciotoli, Mario Spinelli, Pietro D’Annibale e dal neo consigliere Giulio Conti che subentra in consiglio al posto di Maurizio Cerroni, nominato assessore con delega di vice sindaco. Proprio Cerroni rimarca: “Abbiamo portato a compimento, dopo un lungo processo, un percorso cominciato subito dopo le elezioni e sottoscritto a Gennaio dai partiti di centrosinistra di Ceccano, lavorando con costanza per l’unità del centrosinistra per continuare ad assicurare buon governo e sviluppo alla città”.

PD e PSI REPLICANO A RUSPANDINI

“Il peggio, fortunatamente, è stato evitato: la destra in questa città non governa e non governerà mai”. Così comincia la nota congiunta del PSI capogruppo Angelo Ciotoli, e del PD capogruppo Giulio Conti di Ceccano che replicano duramente alle accuse lanciate dall’esponente di Fratelli D’Italia Massimo Ruspandini. Prosegue la nota: “Non accettiamo lezioni da chi ha tradito la fiducia dei ceccanesi: proprio Ruspandini, a ridosso delle elezioni regionali, per appagare le proprie ambizioni si è candidato alla Regione dimettendosi da consigliere comunale, ruolo per il quale aveva chiesto il voto dei cittadini. E’ così che si interessa alla vita politica locale? E’ in questo modo che intende dare un contributo alla nostra terra? Dimettendosi dal consiglio comunale, che è il luogo principe di discussione, programmazione e dibattito? Riteniamo che la parabola di Ruspandini abbia preso la curva discendente: non è più assessore provinciale né consigliere comunale e si avvia anche a perdere la leadership all’interno del centrodestra. Comprendiamo il suo nervosismo che lo acceca a tal punto dal non vedere il buon governo che il centrosinistra ha assicurato a Ceccano da decenni e che per questo motivo viene puntualmente premiato dagli elettori. Le tante infrastrutture realizzate ed i numerosi progetti per lo sviluppo del territorio che sono stati portati avanti in questi anni dalle amministrazioni di centrosinistra sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. Anche per questo motivo abbiamo scelto di svolgere la conferenza stampa di Giovedì 25 Luglio presso Castel Sindaci, che rappresenta la continuità del buongoverno di centrosinistra in questa città, dall’acquisizione del maniero decretata dall’allora sindaco Cerroni, alla ristrutturazione avvenuta sotto l’era Ciotoli per arrivare alla messa in sicurezza ed inaugurazione operata dalla Giunta Maliziola. La politica del fare, al servizio dei cittadini e per la valorizzazione del territorio. Quella che non conosce Ruspandini”

MULTISERVIZI, LA SENATRICE MARIA SPILABOTTE: “IL COMUNE DI FROSINONE SI FACCIA UN ESAME DI COSCIENZA E SEGUA LA STRADA INDICATA DALLA REGIONE”

“L’atteggiamento del Comune di Frosinone sulla vicenda Multiservizi ed Ex LSU non è più accettabile”. Interviene in maniera dura la Senatrice Maria Spilabotte commentando il sit in svolto in Piazza della Libertà nella scorsa giornata. Prosegue la Senatrice: “Ancora una volta si è registrato che da parte delle istituzioni, anche grazie alla sollecitazione della Prefettura, alle pressioni del Vescovo ed agli interventi dei parlamentari e consiglieri regionali del territorio, c’è la volontà a risolvere la questione. Tutti d’accordo, tranne il comune di Frosinone che, avendo un ruolo di protagonista in questa situazione, rischia di vanificare tutti gli sforzi. Basta con le solite scuse dei vincoli di spesa, oramai tutti hanno capito che sono dei pretesti perché manca la volontà politica. Ottaviani non si trinceri dietro queste false giustificazioni ma si assuma le proprie responsabilità. La smetta di cercare di scaricare le colpe sugli altri: la Regione, il comune di Alatri ed la Provincia sono pronti e disponibili a risolvere il problema. Il Comune di Frosinone si adoperi per evitare che centinaia di famiglie vengano messe per la strada: accetti la soluzione indicata dalla Regione, ovvero della costituzione di un’unica società che tutelerebbe i 270 posti di lavoro, garantirebbe l’espletamento dei servizi ed un salario dignitoso ai lavoratori. Non è il tempo dei ricatti o delle vendette, è il tempo di passarsi una mano sulla coscienza ed aiutare chi, dopo 17 anni di onorato e sacrificato lavoro, merita di essere salvaguardato’.

IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO DEL CONVITTO DI ANAGNI, LA SENATRICE SPILABOTTE: “LA GIUSTIZIA HA RIPARATO AI DANNI DELLA DESTRA”.

“La giustizia ha fatto il suo corso ed ha riparato ai danni della destra”. Così esordisce la Senatrice Maria Spilabotte commentando l’accoglimento del ricorso al Tar da parte del Convitto Regina Margherita di Anagni contro il piano regionale di dimensionamento scolastico varato dall’allora Giunta Polverini e della provincia di Frosinone a quel tempo guidata da Iannarilli. Prosegue Spilabotte: “E’ stato bocciato un provvedimento insensato e giudicato illegittimo, in quanto il Convitto di Anagni è una istituzione educativa non rientrante nell’ambito delle istituzioni scolastiche e dunque non poteva essere incluso nel piano di dimensionamento di cui alla legge 233/1998. Una sentenza che dimostra il pressappochismo del centrodestra quando è al governo. Sono contenta dell’esito del ricorso che rende piena giustizia alla valida istituzione del Convitto che, tra l’altro, non presenta neppure quelle situazioni di criticità dimensionali che il centrodestra aveva addotto per giustificare il provvedimento”. Soddisfazione espressa anche dall’esponente del PD di Anagni Vittorio Save Sardaro: “Ancora una volta si conferma che la destra quando è al governo opera senza criterio e senza logica ed occorre appellarsi alla giustizia per riparare ai danni ed alle scelte scriteriate. Sono comunque molto soddisfatto dell’esito di questa vicenda”.

COSI’ IL PD MUORE LENTAMENTE: IL MONITO DI TONINO SCACCIA

“Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio” scriveva in una celebre poesia Martha Medeiros. Deportare su ordine del dittatore Nabarzaev una bambina di 6 anni e sua madre perché legate ad un dissidente del regime è come distruggere il nostro amor proprio. Sono iscritto al PD perché la libertà, la condanna di tutti i totalitarismi, la convivenza civile delle idee sono la nostra magna Carta. L’episodio kazako per un attimo ci porta indietro con il tempo, quando un dittatore criminale chiedeva ed otteneva da un dittatore altrettanto criminale la deportazione di innocenti. Oggi non abbiamo fortunatamente alcun dittatore ma il pensiero corre verso quel ricordo quale monito a chi ci governa che la nostra democrazia è nata dalla ribellione del nostro popolo ai regimi totalitari: per cui non possiamo permettere per nessun motivo che il nostro paese collabori, anche se “inconsapevolmente”, con qualsiasi dittatore. Su questa vicenda occorre chiarezza non sulla mera ricostruzione dell’accaduto ma sull’attribuzione delle responsabilità politiche di quanto avvenuto. Chi non ha fatto il suo dovere deve pagare. Anche se questo genera fibrillazione al governo delle larghe intese. La vita di una bambina di 6 anni è al di sopra delle larghe intese e degli interessi di parte: ne vale la dignità del popolo italiano. Comprendo che queste mie esternazioni possono ingenerare malumori o accuse di scarsa fedeltà al governo che include anche il mio partito: da dirigente politico però ho l’obbligo di rappresentare la mia parte politica senza condizionamenti se non quelli rappresentati dalla nostra carta di valori. Un partito appiattito sulle scelte del governo non serve a nessuno, tantomeno al governissimo perché limita pericolosamente la funzione dialettica propria di un partito. È questo anche un invito a chi nel mio partito nazionale tenta di puntellare le proprie certezze tergiversando sulla data e sulle regole del nostro congresso, comprimendo di fatto il dibattito. Ma non si può arginare la forza del cambiamento. Perché lentamente muore chi non rischia la certezza per l’incertezza. Per inseguire un sogno, quello di un PD forte e libero”

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