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Anagni, la politica in campo dopo la chiusura della Marangoni le note di De Angelis, Abbruzzese e Patrizi e Bianchi

E’ di oggi la notizia che dopo la chiusura della fabbrica della Marangoni Tyre di Anagni la Regione ha convocato le parti per la settimana prossima per cercare di capire com’è la situazione. Intanto arrivano le dichiarazioni  di preoccupazione...

E’ di oggi la notizia che dopo la chiusura della fabbrica della Marangoni Tyre di Anagni la Regione ha convocato le parti per la settimana prossima per cercare di capire com’è la situazione. Intanto arrivano le dichiarazioni di preoccupazione degli On. della Ciociaria.De Angelis (europarlamentare PD) “Una notizia che desta apprensione e preoccupazione e che rende sempre più drammatica la situazione occupazionale nella nostra Provincia”. Queste le prime parole dell’eurodeputato Francesco De Angelis nel commentare l’amara notizia della chiusura della Marangoni di Anagni, annunciata dalla proprietà nel vertice di Giovedì 5 Settembre. De Angelis prosegue: “Piena solidarietà ai lavoratori per questa vicenda che getta loro nello sconforto. Dobbiamo impedire con ogni mezzo la chiusura di questo importante stabilimento che rischia di assestare un duro colpo all’economia dell’area nord della nostra provincia, senza dimenticare il dramma che stanno vivendo le famiglie dei lavoratori coinvolti. Pertanto bisogna mettere in campo azioni concrete per la salvaguardia di questi impianti. Attraverso il recente accordo di programma sul Sistema Locale del Lavoro (Sll) di Frosinone-Anagni, siglato ai primi di agosto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, occorre mettere in atto un processo di riorganizzazione e riconversione produttiva che porti al rilancio economico dell’intera area”.

Abbruzzese (Consigliere regionale PDL)

La provincia di frosinone non può assolutamente permettersi di perdere ulteriori 400 e passa posti di lavoro, più quelli dell'indotto della marangoni.

A dichiararlo è il vice presidente della VIII commisione lavoro e PMI Mario Abbruzzese, dopo l'annuncio della proprietà della chiusura dello stabilimento Anagni.

La situazione occupazionale sul territorio è drammatica, direi di emergenza sociale.

Ddi fronte a situazioni di tale gravità, occorre mettere in campo strumenti eccezionali.

Sicuramente la Regione Lazio dovrà farsi promotrice di attivare un tavolo di concertazione con la proprietà e le parti sociali per individuare soluzioni idonee a garantire i lavoratori e da parte mia sono pronto fin da ora ad assumere, in sede di commissione lavoro, ogni iniziativa che verrà ritenuta utile per la salvaguardia dell'occupazione.

Ma questo da solo non basta per fronteggiare l'emergenza sociale determinata dalla chiusura di tante realtà industriali in provincia, che davano reddito e speranza per il futuro a migliaia di famiglie.

Bisognerà allora inserire nell'accordo di programma appena sottoscritto al MISE anche la vertenza Marangoni, oltre a quelle già note di videocon e altre dell'indotto.

Bisognerà attivare un censimento sull'intero territorio di tutte le fabbriche chiuse, in crisi e che abbiano fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, in modo da avere un quadro assolutamente chiaro della situazione e programmare interventi strutturati, studiati e di settore.

Quanti sono i lavoratori coinvolti, quali comparti industriali, quali fasce di età, quale specializzazioni, quale il know how che rischia di andare irrimediabilmente perduto e che invece può essere efficacemente utilizzato con nuove tecnologie industriali.

Non è più tempo di interventi a pioggia, e senza alcun criterio, perchè si rischia di vanificare gli interventi e sperperare quelle poche risorse economiche ancora a disposizione.

Non è nemmeno più tempo di polemiche strumentali, ma di cercare soluzioni concrete e condivise. Ha concluso l’On Abbruzzese.

Giuseppe Patrizi Commissario Straordinario della Provincia di Frosinone

“L’annuncio della chiusura della Marangoni Tyre di Anagni e la perdita calcolata in circa 600 posti di lavoro è una notizia drammatica alla quale non dobbiamo rispondere con annunci ma con interventi. Notoriamente la Provincia non ha competenze dirette su queste problematiche ma, ritengo, ha l’onere di porsi immediatamente in posizione attiva per incentivare, favorire e supportare le azioni. Questo è il senso delle richieste di attenzione non derogabile inviate questa mattina ai Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro e alla richiesta di audizione immediata alla Regione Lazio, direttamente indirizzata all’Assessore e alla Commissione Lavoro. Missive che, per conoscenza, sono state recapitate anche a tutti i Parlamentari e ai Consiglieri regionali eletti nel nostro territorio nonché a S.E. il Prefetto di Frosinone, alle parti sociali. Ho appreso la decisione della chiusura dello stabilimento direttamente dalla dirigenza della Marangoni che ha avuto la sensibilità di comunicarmela telefonicamente nella giornata di ieri. Ho invitato la dirigenza della Marangoni a un incontro che si terrà il prossimo 10 settembre nella nostra sede alle ore 16 e, subito dopo, terremo nei medesimi uffici una riunione con le Organizzazioni sindacali. Il nostro territorio non può permettersi questa e ulteriori crisi occupazionali. Deve essere chiaro a tutti che la crisi occupazionale del Frusinate e del resto della provincia, non è un problema locale ma di dimensioni nazionali. Il sistema lavoro della nostra provincia è tutt’altro che marginale nell’economia del Lazio e abbisogna di una visione sincrona di rilancio dell’intero sistema regionale per il quale tutti siamo chiamati ad agire con tempestività e concretezza”. E’ quanto afferma il Commissario Straordinario della Provincia di Frosinone, Giuseppe Patrizi

Bianchi (consigliere regionale PL) La crisi della Marangoni, l’ennesima per il nostro territorio, ci mette di fronte all'inadeguatezza di molte aziende, incapaci di leggere i cambiamenti dei mercati.E’ arrivato il momento di dire basta a questo sistema di cose e attivarci per creare le condizioni di uno sviluppo che duri nel tempo- Questo le dichiarazioni di Daniela Bianchi, consigliera regionale del gruppo “Per il Lazio” all’indomani del paventato fallimento dell’azienda produttrice di pneumatici di Anagni. -La chiusura della Marangoni non può essere giustificata solo attribuendo responsabilità alla crisi economica del Paese, né può essere scaricata interamente sulle spalle dei lavoratori. Le aziende devono incominciare far proprio il principio di responsabilità e capire che se non investono in ricerca e sviluppo, in innovativi beni e processi continueranno a gettare sul lastrico migliaia di famiglie.- -Le imprese, oltre a quello economico, hanno anche un ruolo sociale decisivo per il benessere della collettività che le ospita. Troppe realtà produttive non hanno voluto guardare al di là del proprio naso, continuando a seguire ciecamente una strada senza uscita che ha indebolito la loro competitività. Un nanismo non solo in termini di grandezza, ma soprattutto di prospettiva e lungimiranza che ha impedito alla nostra provincia, e non solo, di rimanere al passo con i tempi.- -Per uscire da questo stato di cose sono inutili gli appelli e le solidarietà che da ogni parte, in questi momenti, si levano. E’ necessario, invece, stimolare l’armonizzazione dei processi produttivi tra più imprese, incentivando la collaborazione reciproca e gli investimenti in ricerca. Su questo, ieri il Presidente della Regione Zingaretti ha annunciato le linee guida del patto per il lavoro nel Lazio, che prevedono un forte sostegno alle startup e agli investimenti in innovazione.- -Nel caso specifico della Marangoni, l’impegno della Regione è stato immediato: gli Assessori allo Sviluppo e al Lavoro Guido Fabiani e Lucia Valente hanno subito annunciato l’apertura di un tavolo ad hoc per studiare le soluzioni migliori, tra cui anche la possibilità che l’azienda rientri nell’Accordo di Programma del SLL Frosinone-Anagni.- -Dovremo fare in modo che la Regione diventi l’interlocutore principale a cui aziende in difficoltà possano rivolgersi per intervenire sulle crisi con le leve dell’innovazione. Farlo quando il fallimento è imminente rende molto difficile qualsiasi tipo di azione .- Il lavoro che ci aspetta è quello di creare una cornice normativa che aiuti e premi le aziende che credono nell’innovazione, impegnate a migliorarsi per rispondere alle sfide del mutevole contesto economico. Solo così potremmo avere un futuro produttivo e lavorativo per la provincia di Frosinone

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